“Io mi faccio di chemio per vivere, tu ti fai di cocaina per morire”. Questo il leitmotiv dei libri scritti dall’attore e regista Fabio Salvatore: “Cancro non mi fai paura”, uscito nel 2008 e “La paura non esiste”, pubblicato il mese scorso. In quest’ultimo libro edito da Alberti editore, Salvatore si fa portavoce di chi lotta quotidianamente contro il cancro, riportando pensieri e messaggi di persone incontrate durante un viaggio nei reparti oncologici dei più importanti ospedali italiani.
Ospite questa settimana di Radio Gioventù, la rubrica radiofonica condotta dal ministro Giorgia Meloni e dal giornalista di Rtl 102.5 Pierluigi Diaco, Fabio Salvatore racconta il suo incontro con il cancro che l’ha colpito quando aveva poco più di vent’anni.
“All’età di ventidue anni ho incontrato il dramma del dolore, ho incontrato il cancro – racconta Salvatore - In quel momento avevo due possibilità: potevo nascondermi nel dolore o viverlo a pieno. Io ho scelto di viverlo e raccontarlo affinché la mia esperienza potesse servire, oltre che a me stesso, anche agli altri”.
“Il motivo per cui noi abbiamo scelto, anche come ministero della Gioventù di patrocinare la tua campagna di comunicazione – interviene Giorgia Meloni - è perché sei riuscito a trasformare un’esperienza negativa in energia positiva, in qualcosa che potesse essere utile anche agli altri. Sei un bell’esempio per i giovani – termina il ministro - e spero di incontrarti di nuovo qui a Radio Gioventù”.
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Fabio Salvatore
“La mia primavera di Praga”, questo il nome dello spettacolo teatrale che andrà in scena questa sera al teatro Palladium di Roma. Scritto e interpretato da Jitka Frantova con la regia di Daniele Salvo, la rappresentazione, patrocinata dal ministero della Gioventù, celebra due momenti fondamentali della storia politica dell’Europa orientale: la “Primavera di Praga”, che a partire dal gennaio del 1968 avviò il processo di liberalizzazione della Cecoslovacchia e la “Rivoluzione di velluto” del 1989, che segnò la caduta definitiva del regime comunista cecoslovacco e concorse a ridefinire l’assetto politico internazionale del secolo scorso.
La protagonista, Jitka Frantova, compagna di vita di Jiri Pelikan, esule cecoslovacco, uno dei promotori della Primavera di Praga, questa settimana racconta la sua storia ai microfoni di Radio Gioventù, la rubrica radiofonica del ministero della Gioventù condotta dal ministro Giorgia Meloni e dal giornalista di Rtl 102.5 Pierluigi Diaco.
“Noi siamo arrivati in Italia come esuli - spiega Jitka Frantova - perché dopo l’occupazione sovietica, Brezhnev voleva la testa di mio marito Jiri Pelikan, direttore generale della televisione cecoslovacca che diede il via alla Primavera di Praga per cambiare il comunismo e riformarlo completamente con un socialismo dal volto umano. Brezhnev considerava la sua televisione, il centro della controrivoluzione perché da lì sarebbero potuti arrivare segnali da tutto il mondo. Pelikan, arrivati in Italia – prosegue Jitka - sperava nell’aiuto politico del Pci che non arrivò. Le tante lettere scritte da mio marito a Berlinguer, Sergio Segre e Occhetto non servirono a nulla, l’unico partito che ci aiutò fu il Psi di Bettino Craxi che con un piccolo aiuto finanziario rese possibile la pubblicazione della sua rivista che fu diffusa clandestinamente in Cecoslovacchia”.
“Questo spettacolo che andrà in scena in un’unica serata – conclude - si rivolge in modo particolare ai giovani, perché solo conoscendo la storia europea, le nuove generazioni possono imparare e non compiere gli stessi errori delle generazioni che li hanno preceduti”.
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Primavera di Praga
“Quando ho scoperto di essere incinta mi sono ritrovata sola. Tutti volevano che abortissi: il mio fidanzato, la mia famiglia, la gente del paese. Io no. E così, d’accordo con i medici dell’ospedale di Niscemi, ho prima dovuto fingere un aborto, poi, con la scusa di studiare a Bologna, ho partorito la mia Gianna in una casa famiglia delle suore salesiane”. Così Carmelinda, la studentessa universitaria, la cui storia di amore, coraggio e caparbietà ha commosso l’Italia, racconta la sua vicenda ai microfoni di Radio Gioventù. In studio, il ministro Giorgia Meloni e il giornalista Pierluigi Diaco.
“Rappresenti un esempio di coraggio e di autentica ribellione ai pregiudizi culturali, al rifiuto delle responsabilità, alla morte” ha commentato il ministro Meloni, riferendosi alla giovane siciliana. Il ministro ha poi incontrato di persona Carmelinda nel pomeriggio.
Un’altra storia di “meglio gioventù” nella seconda parte della puntata, questa volta giunta da molto lontano, è quella di Shahab Kalhor, 28 anni, aspirante regista nato a Teheran. E’ lui a raccontare al ministro quale atmosfera i giovani liberi respirano sotto il giogo del regime: “L’Onda verde è un movimento di giovani nato nelle università il cui messaggio ha raccolto consensi trasversalmente, in tutta la popolazione iraniana” racconta. “Non vogliamo un intervento militare, ma supporto e solidarietà. Ce li aspettiamo dai giovani di tutto il mondo, e dai governi delle Nazioni straniere, perché facciano pressione affinché le cose cambino”.
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Carmelinda ministro Giorgia Meloni
Nel Giorno del ricordo che si celebra in memoria dei martiri delle foibe e degli esuli giuliani, istriani e dalmati, Radio Gioventù ha dato voce a quel ricordo, per commemorare le vittime di un eccidio iniziato poco dopo l’armistizio dell’8 settembre ’43.
In quel periodo furono trucidati circa centocinquantamila italiani, semplicemente perché considerati “nemici del popolo” dalle milizie partigiane del maresciallo Tito.
“Noi in questa puntata di Radio Gioventù abbiamo scelto di celebrare la sesta edizione del Giorno del ricordo che è stato istituito con una legge del 2004 – dice il ministro Meloni – per commemorare i martiri delle foibe e gli esuli di Istria, Fiume e Dalmazia. La dolorosa vicenda degli esuli costretti a lasciare la loro terra pur di mantenere la propria nazionalità – prosegue - è stata deliberatamente a lungo ignorata ed ha avuto giustizia solo molti anni dopo quando la consapevolezza di ciò che era accaduto è divenuta esigenza fondamentale di tutto il popolo italiano”.
In merito all’argomento è intervenuto nel corso della puntata condotta dal ministro della Gioventù Giorgia Meloni e dal giornalista di Rtl 102.5 Pierluigi Diaco, lo stilista Ottavio Missoni.
“Io sono nato a Ragusa, l’odierna Dubrovnik – dice Missoni – sono vissuto a Zara, dove non c’erano foibe ma il mare e dove i bombardamenti hanno provocato quattromila vittime. La presenza del mare non è stata una positività poiché l’assenza delle foibe non ha reso la vita migliore a coloro che sono stati gettati nelle acque gelide con dei sassi al collo: morirono circa mille persone. Ci definiscono profughi, esuli, ma a differenza degli emigranti che girano il mondo per poi tornare nella propria terra di origine, per ritrovare gli amici e i luoghi d’infanzia, noi non abbiamo un posto in cui tornare perché Zara per noi non esiste più, resta solo nei nostri ricordi”.
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Giorno del ricordo
“Ho avuto momenti di debolezza, e lo ammetto, ma sono forte della convinzione che la droga fa male, e che la vita è più bella senza droga”.
Con queste parole il cantante al centro delle polemiche per il suo rapporto con la cocaina si racconta a Radio Gioventù, nel corso di una appassionata discussione con l’amico giornalista, direttore de Il Clandestino e conduttore radiofonico di Rtl 102.5, Pierluigi Diaco, ma soprattutto con il ministro Giorgia Meloni che lo aveva aspramente criticato nella giornata di ieri. “Sono ancora all’inizio del mio percorso di recupero dalla tossicodipendenza, ma voglio farcela, prima di tutto per mia figlia, poi per la musica che è la parte migliore di me”. Alla richiesta del ministro della Gioventù di lanciare ai giovani italiani un appello forte e deciso contro la droga, il controverso artista ha dichiarato: “Lavorare, cantare, fare viaggi, andare in discoteca, divertirsi, fare l’amore, se si fanno senza droga, sono infinitamente più gustosi, si fanno con più gioia. E si impara il gusto della vita. Te ne accorgi se non c’è la droga nel tuo corpo”.
Il Ministro Meloni, riferendosi al ruolo pubblico e privato del cantante, ha quindi dichiarato: “A Marco dico: facciamo il tifo per te, come per tutti coloro che si trovano nella tua situazione. A Morgan dico: oggi hai una grande opportunità, quella di passare dall’essere un cattivo maestro all’essere un esempio positivo per coloro che ti ammirano. Dipenderà dalla onestà dei tuoi comportamenti oltre che dalla saggezza delle tue parole. Spero davvero che tu possa riscattarti”.
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MORGAN MELONI
In occasione della Giornata della Memoria, per non dimenticare la Shoah, Radio Gioventù - la rubrica radiofonica del ministero della Gioventù, condotta dal ministro Giorgia Meloni e dal giornalista di Rtl 102.5 e direttore del quotidiano Il Clandestino, Pierluigi Diaco - ha voluto dedicare la puntata a Giovanni Palatucci, commissario di pubblica sicurezza a Fiume durante la seconda Guerra mondiale, morto a Dachau e medaglia d'oro al merito civile. A ricordarne la memoria un testimonial d’eccezione: il giornalista e scrittore Toni Capuozzo.
“Quando parlo di Giovanni Palatucci smetto di essere giornalista perché per me è una storia di famiglia – racconta Toni Capuozzo – Mio padre era un giovane brigadiere e lavorava con Palatucci nella questura di Fiume. Non mi parlò mai personalmente di quel periodo perché cercava di proteggermi dalle brutture della storia, ma io ascoltavo i racconti dei miei genitori quando incontravano gli amici. Ascoltavo le chiacchiere tra adulti che si smorzavano, appena noi bambini ci avvicinavamo perché era la storia di un gruppo di funzionari dello stato italiano, guidato da un giovane di nome Palatucci che, a Fiume, da vice questore si trovò poi, a essere, di fatto, questore dipendente dalla Repubblica di Salò”.
“Palatucci salvò centinaia di ebrei avviati verso l’Italia con documenti falsi. Quando fu arrestato Il 13 settembre 1944 – prosegue - qualcuno si recò a casa dei miei, credo un collega, e disse che Palatucci era su un vagone piombato e stava per essere avviato verso i campi della Germania. Mio padre si recò in stazione e percorse il marciapiede parlando ad alta voce per farsi riconoscere e dal treno Palatucci gli lanciò un biglietto. Fuori dalla stazione lesse il biglietto di Palatucci che invece di preoccuparsi per se stesso, pregava che fosse avvisata la famiglia di un giovane triestino che era stato a sua volta portato verso la deportazione. Palatucci non può essere definito banalmente un antifascista o antinazista – termina - era una persona di grandi qualità umane e molto cattolico. Questo gesto di preoccuparsi per altri, anche in un momento così difficile, credo testimoni lo spessore di questa figura”.
Nel corso della puntata il ministro Meloni è intervenuta per sottolineare la forza e il coraggio di Giovanni Palatucci . “Non potevamo non parlare in questa settimana del giorno della memoria– rileva il ministro - ma lo abbiamo fatto cercando di raccontare anche gli esempi positivi, le storie di quelli che sono comunemente definiti i giusti, cioè di quelli che hanno avuto la forza e il coraggio di fronte al male, di scegliere il bene. Siccome di queste storie ce ne sono e a noi piace raccontarle alle giovani generazioni, ogni anno in una delle scuole che sono dedicate a questi eroi del novecento, piantiamo un albero donato dall’Associazione Amici del Keren Kayemeth Le Israel e quest’anno lo piantiamo nella scuola dedicata a Giovanni Palatucci perché queste storie siano ricordate”.
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Giornata della Memoria Toni Capuozzo racconta Giovanni Palatucci
Il mercato videoludico a livello internazionale ha superato il fatturato del cinema, della musica e dell’home video, arrivando a registrare circa il 57% del fatturato globale del settore dell’intrattenimento. Assoknowledge, l'Associazione Italiana dell'Education e del Knowledge del sistema di Confindustria ha deciso di promuovere e sostenere la crescita economica del mercato videoludico nel nostro Paese, creando nel 2009 il Gruppo di Filiera dei Produttori Italiani di Videogiochi.
A presentare questa settimana ai microfoni di Radio Gioventù, la rubrica radiofonica condotta dal ministro Giorgia Meloni e dal giornalista di Rtl 102.5 e direttore de Il Clandestino, Pierluigi Diaco, il primo rapporto italiano sul mondo dei videogiochi, è il presidente del Gruppo di Filiera dei Produttori italiani di Videogiochi di Assoknowledge, Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici, Raul Carbone.
“Nel mondo c’è piena consapevolezza del potenziale del videogioco come medium artistico, culturale e come prodotto industriale - spiega Carbone - in Italia purtroppo, Il fatturato complessivo del 2009 delle aziende che lavorano in questo settore è di appena 30 milioni di euro, ovvero solo il 3% del fatturato videoludico globale. Ed è questo il motivo per cui è nata la nostra filiera Assoknowledge. Noi chiediamo alle istituzioni di favorire la riconoscibilità del medium videoludico e delle aziende che producono videogiochi nel nostro Paese". Promuoviamo la creazione di strumenti di finanziamento e agevolazione che possano sostenere e aiutare l’industria. Il videogioco è vicino ai giovani, ma non solo – conclude - perché è uno strumento utilizzato ormai da tutti”.
Anche il Ministro Giorgia Meloni, che nei prossimi giorni patrocinerà il convegno per la presentazione del primo rapporto italiano sul mondo dei videogiochi, ha tenuto a ricordare le molteplici opportunità lavorative che questo mercato può offrire, soprattutto ai più giovani.
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Il videogioco supera la settima arte
Ni, mondlokaj civitano - Noi cittadini globali-locali. Questo il nome dato al “1° Meeting mondiale dei giovani per un futuro sostenibile”, che si svolgerà a Bari dal diciannove al ventuno gennaio, presentato questa settimana ai microfoni di Radio Gioventù dal ministro della Gioventù Giorgia Meloni e dal presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, promotori del progetto insieme con l'Agenzia Nazionale per i Giovani.
“Abbiamo immaginato un luogo nel quale mettere a confronto millecinquecento tra ragazzi e ragazze provenienti da centosessantatre diverse nazioni – spiega Giorgia Meloni - sono: diplomatici, volontari, esperti di politica internazionale, giornalisti, attivisti, coordinatori di reti nazionali e internazionali, imprenditori, hanno tutti una decina d’anni di curriculum alle spalle, ma soprattutto hanno tutti meno di trent’anni di età”.
“Noi ascolteremo e metteremo in contatto questo pezzo di giovani generazioni – interviene Vendola- con le forme della governance mondiale, con le grandi istituzioni politiche, economiche e internazionale. Quindi sarà un’occasione per mettere insieme politica e geografia. La politica deve interrogare Copenaghen e lasciarsi interrogare da Copenaghen e dalla mutazione climatica. La polita deve interrogare Teheran e lasciarsi interrogare da Teheran che rappresenta la grande domanda di libertà oggi nel mondo”.
Nel corso della puntata il giornalista di Rtl 102.5 Pierluigi Diaco ha voluto introdurre il tema della diffusione dell’Aids nel nostro Paese, leggendo alcune righe della coraggiosa lettera inviata alla redazione del Corriere della Sera da una ragazza di ventuno anni, affetta da HIV. “Si dovrebbe parlare molto più spesso di questa malattia – spiega nella lettera - io non sono una drogata, una dai facili costumi. Io sono una ragazza normale”. A riguardo è intervenuto anche l’attore Giorgio Pasotti, regista di uno spot per la prevenzione dell'HIV.
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Ni mondlokaj civitano Noi cittadini globali-locali
“Direi che è stato un anno piuttosto complesso, abbiamo attraversato momenti difficili come la crisi economica e il dramma del terremoto in Abruzzo, però è stato per questo un anno di grande speranza, di gran dignità, di gente che si è rimboccata le maniche per uscire fuori dalla crisi e per la ricostruzione in Abruzzo”.
Il ministro della Gioventù Giorgia Meloni ha voluto con queste parole aprire l’ultima puntata del 2009 di Radio Gioventù e dedicarla interamente al tema della ricostruzione nelle zone colpite dal sisma il sei aprile scorso.
“Noi come ministero della Gioventù stiamo raccogliendo fondi da destinare alla costruzione di un Villaggio della Gioventù all’Aquila – spiega il ministro – grazie anche alla partecipazione di Mtv e d’altre associazioni che si sono aggiunte nel corso del tempo. Con i soldi che abbiamo raccolto e stiamo raccogliendo realizzeremo questo Villaggio della Gioventù che sarà un po’ il prototipo delle comunità giovanili. Si tratta sostanzialmente – prosegue - di ricostruire, oltre alle case, oltre alle necessità urbane che l’Aquila ha, anche quel tessuto sociale tipicamente giovanile che all’Aquila esisteva già in ragione del fatto che è sempre stata una città universitaria”.
Nel corso della puntata condotta dal ministro e dal giornalista di Rtl 102.5 e vicedirettore del quotidiano Il Clandestino Pierluigi Diaco, è intervenuto Maurizio Zaffiri, capitano dell’Aquila Rugby.
“Condividiamo quest’idea del ministro di dare vita ad un villaggio della Gioventù – spiega Zaffiri – per creare un centro polivalente dove i ragazzi avranno modo di esprimersi ed essere artefici del loro futuro. Io penso che questo progetto per il quale Giorgia Meloni ci ha appoggiato lungamente sia il miglior proposito per il futuro e quindi per l’anno che verrà”.
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Villaggio della Gioventù
I concerti “Per la vita e per la Pace” giunti quest’anno alla nona edizione hanno riunito, come ogni anno, presso la Basilica di Santa Caterina, nel complesso della Natività di Betlemme e negli spazi dell’Henry Crown Symphony Hall di Gerusalemme, amministratori locali e politici provenienti da tutta Italia per sostenere, attraverso la musica, un messaggio di speranza, affinché israeliani e palestinesi possano finalmente vivere in pace sulla loro terra. Nato pochi mesi dopo la fine della seconda Intifada, il concerto organizzato dall’Associazione Per la vita e per la Pace ha visto, per questa edizione anche la partecipazione del ministro Giorgia Meloni che racconta la sua esperienza ai microfoni di Radio Gioventù.
“Quest’anno hanno suonato i virtuosi italiani accompagnati da Antonella Ruggero, quindi un livello musicale assolutamente straordinario – dice il ministro - Io che ho avuto la fortuna di vedere in diretta il concerto dalla Basilica della Natività e dalla Symphony Hall di Gerusalemme posso confermare anche il valore musicale di questi artisti che portano un importante messaggio di pace e di speranza”.
Nel corso della puntata condotta dal ministro Meloni e dal giornalista di Rtl 102.5 e vicedirettore del quotidiano Il Clandestino Pierluigi Diaco, è intervenuto il maestro Rino Maenza, organizzatore del concerto.
“L’idea nasce nel 2001 – spiega Maenza - a seguito di un incontro casuale con il sindaco di Betlemme a cui abbiamo dato piena disponibilità per definire la presenza dell’Italia in Terra Santa, attraverso l’organizzazione di un concerto e la partecipazione di artisti italiani e di amministratori italiani con lo scopo di veicolare un messaggio di pace che, grazie alla forza e all’universalità del linguaggio musicale ha permesso di arrivare lontano. Così è nata la prima edizione – spiega - e siamo giunti anno dopo anno a portare la testimonianza di artisti italiani ed internazionali. Devo però aggiungere che quest’anno la partecipazione del ministro Giorgia Meloni e di grandi eccellenze in campo musicale ha reso l’evento molto significativo ed importante”.
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Giorgia Meloni in Terra Santa