I più anziani tra noi hanno trenta anni
Questa settimana ai microfoni di Radio Gioventù, la rubrica radiofonica del ministero della Gioventù, il ministro Giorgia Meloni e il giornalista Pierluigi Diaco hanno presentato la mostra itinerante sul Futurismo che girerà alcune città, in particolare Reggio Calabria, Cagliari e Brescia. “Il Futurismo è stato l’ultima avanguardia intellettuale italiana riconosciuta in tutto il mondo – spiega il ministro Giorgia Meloni - ed era un movimento interamente composto di giovani e giovanissimi. Noi abbiamo lavorato su una mostra che avverrà quest’anno, in altre parole lungo tutto il centenario del Futurismo. Lo abbiamo fatto non solamente per la rilevanza che in termini d’identità e cultura italiana il Futurismo ha avuto come avanguardia, ma anche per l’insegnamento e il segnale che lancia oggi alle nuove generazioni”.
Durante la puntata è intervenuto anche l'attore Vinicio Marchioni e il giornalista e scrittore Giordano Bruno Guerri, presentando la sua biografia su Filippo Tommaso Marinetti in modo piuttosto insolito: “Vorrei leggere le conclusioni del libro che ho scritto. Per Marinetti ogni giovane doveva poter presentare il proprio intervento sul mondo, con questo atteggiamento visse tutta la sua vita incendiaria. Il Futurismo non è morto – termina Guerri – il Futurismo è insito nella società italiana perché è uno slancio verso il futuro che noi dobbiamo assolutamente valorizzare”.
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COMMENTI (8)
si fa presto a dire "giovani futuristi". ma se ci mettessimo ogggi a fare i futuristi sai che bel voto in condotta ci prenderemmo!
Inviato da: Bab at 12/03/2009 12:37:13
Caro/a Bab forse hai ragione... ma credo che si debba riscoprire il motto del "politicamente scorretto" cioè di chi non si cura solo della forma, ma soprattutto della sostanza! noi giovani dobbiamo riscoprire proprio questo valore: dovremmo saper dire la nostra, sapreci calare nella realtà quotidiana senza aspettare di diventare genitori o adulti. Dovremmo saperci misurare sin da subito con la realtà e con le nostre idee, prima ancora che con i nostri ideali. Noi siamo i 2figli del progresso" giusto? Bhè allora dimostriamolo; non facciamoci etichettare come bulli o pupe o come eterni disincantati: reagiamo a questo relativismo dilagante, armiamoci di forza e attivismo! solo così potremmo cambiare davvero la realtà, il nostro quotidiano, che oramai ci stanno stretti. Una vera e propria rivoluzione culturale dovremmo inscenare. Come? attraverso il lavoro, l'impegno sociale, l'impegno nelle idee ambientaliste senza aver paura però di perseguire lo sviluppo (che dovrà quindi essere ecosostenibile), l'impegno e il servizio nella pubblica amministrazione, nella politica locale, nell'associazionismo di ogni tipo... Forza ragazzi non ci resta che iniziare la nostra battaglia culturale!
Inviato da: Paolo at 12/03/2009 14:23:53
Io credo semplicemente che si deve finalmente uscire dai retaggi storici che troppo hanno affossato la cultura italiana. Basta con le dietrologie. Se guardassimo ancora indietro non avremmo nulla di futurista: quel futurismo deve saperci insegnare però i valori fondanti del movimento di Marinetti e degli altrui artisti. Oggi, in chiave attuale, il futurismo deve essere la luce e la guida dell'azione politica di chi ci governa e quella di noi cittadini e ragazzi: coraggio con le riforme istituzionali. Apprezzo moltissimo come i nuovi ministri stiano proprio viaggiando in questa direzione: precariato, fannulloni, gioventù, rivoluzione del merito, riapertura al nucleare, sblocco di fondi CIPE per le grandi opere... A noi giovani non resta altro che rimboccarci le maniche e non piangerci addosso...
Inviato da: Gianfilippo at 12/03/2009 14:49:18
La locomotica, l'uomo macchina... La forza di questi quadri e queste rappresentazioni è immensa! magari sapessimo imitare solo un pò quei grandi pensatori valorosi. Da collezionista, sono particolarmente contento di avere un'opera tale sui 20 centesimi di Euro italiani.
Inviato da: numismatico at 12/03/2009 14:58:06
...non mettete limiti di età a coloro che posso dare validi contributi, sennò è RAZZISMO ANAGRAFICO. cMQ bravissimi continuate così! Se volete sono a vostra disposizione ;)
Inviato da: Pietro at 12/03/2009 16:10:48
Prima di tutto, ho l'impressione che molti dei movimenti giovanili degli ultimi tempi non solo vengano adottati da paesi diversi da quello originario (come peraltro fu il caso del futurismo), ma addirittura nascano direttamente in un contesto internazionale, da gruppi di giovani in giro per il mondo che vedono sempre di meno la loro nazionalità come un fattore fondamentale per considerarsi una comunità vera e propria, generando pertanto movimenti trasversali a cui, indipendentemente dalla provenienza, molti giovani sentono di far parte (basti pensare ai vari movimenti ambientalisti). Quindi, quando si parla di cosa può insegnarci il futurismo e quando si dice che bisogna sperimentare e osare, io aggiungerei anche che, così come non ci lasciamo limitare da certe barriere mentali, non dovremmo farci limitare neanche da quelle geografiche e, se necessario e utile, generare questi movimenti in chiave globale. Detto ciò, sono convinto che ci siano molte situazioni specifiche al nostro paese, per cui un movimento giovanile nazionale abbia senso di esistere e abbia la possibilità di essere più effettivo di un suo equivalente globale. La nostra realtà socio-politica è frutto di un particolare recente sviluppo della nostra storia nazionale, che è difficile affiancare ad esperienze di altre popolazioni. Sarà scontato dirlo, ma per me la vera rivoluzione e la vera avanguardia di cui il nostro paese ha bisogno è il rispetto, la fiducia e l'amore per il prossimo. Quante volte diciamo e sentiamo dire che "questo è una vergogna" e "quello non capisce niente", pensiamo che tutti vogliano fregarci, pensiamo che niente funzioni a dovere, pensiamo che se tutti sono furbi dobbiamo esserlo anche noi, pensiamo che tanto non c'è speranza, che tanto le cose rimangono sempre uguali, che quello che diciamo noi è sacrosanto, ma quello che dicono gli altri non solo non è giusto, ma è assurdo e insincero. Ecco, tutto ciò di certo potrà farci sentire meglio con noi stessi, giustificando la nostra posizione di superiorità morale nei confronti del resto della popolazione, ma di certo non aiuta a risolvere alcun problema. La mia idea di movimento è pertanto quella di un pensiero che incoraggia esattamente l'opposto; un pensiero in cui una realtà migliore (persino ideale) è possibile, in cui gli altri non sono ostacoli ma risorse nell'ottenere tale realtà, e in cui ognuno di noi dubita prima di sé stesso e poi degli altri, guardando le pagliuzze nei propri occhi prima di commentare su quelle degli altri. E' solamente andando alle radici di questo pensiero che abbiamo l'opportunità di creare una realtà ideale per noi e per le future generazioni. Avanti!
Inviato da: Nicolò at 13/03/2009 13:58:35
Ma quale razzismo anagrafico, non vi riempite la bocca di queste parole. Se non fossero i giovani ad avere una spinta "rivoluzionaria" di influenza futurista o di altro, ci troveremmo a 50 anni la stassa società che hanno costruito i nostri padri e noi privi di ogni contenuto culturale originale; per non parlare dei nostri figli che sarebbero nient'altro che un doppione di un doppione. Usciamo dal torpore ragazzi, giochiamoci al meglio la nostra gioventù. -Un giovane rivoluzionario-
Inviato da: Il rivoluzionario at 13/03/2009 14:03:17





Come dimenticare l’aforisma di John Giorno pubblicato sulla prima pagina dell’Indipendente??? Complimenti a Giordano Bruno Guerri!
Inviato da: Claudio at 12/03/2009 11:16:58